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Vedere con il cervello: quando la neuroscienza diventa esperienza visiva

C’è un momento preciso in cui la scienza smette di essere astratta e diventa esperienza visibile: è quello in cui i segnali elettrici prodotti dal cervello umano si trasformano, in tempo reale, in forme, colori e movimenti sullo schermo. È questo il cuore del progetto Brain Art, sviluppato nell’ambito delle attività di Vibre, che porta la neurotecnologia fuori dai laboratori medici per renderla accessibile, comprensibile e, soprattutto, emozionante.

Il sistema si basa su un sensore EEG a elettrodi dry, una versione miniaturizzata degli strumenti impiegati in ambito clinico per l’elettroencefalografia. Leggero, indossabile in pochi secondi e collegato via Bluetooth a un computer, il dispositivo rileva in modo continuo l’attività elettrica cerebrale dell’utente, senza interferire con l’esperienza e senza richiedere alcuna preparazione tecnica.

Dal segnale grezzo alla visualizzazione: il ruolo dell’algoritmo

I dati raccolti dal sensore vengono elaborati in tempo reale attraverso algoritmi proprietari sviluppati dal team di Brain Art. Il processo converte i segnali EEG in metriche quantitative capaci di misurare oggettivamente il livello di coinvolgimento cognitivo ed emotivo dell’utente nel corso dell’esperienza. Questi indicatori, fondati su una solida base di letteratura scientifica che include studi sull’asimmetria frontale cerebrale e sulla motivazione approccio/ritiro, vengono poi tradotti in parametri visivi: colori, forme e dinamiche di movimento che variano in funzione dello stato mentale rilevato.

Il risultato è una rappresentazione grafica personalizzata, unica per ciascuna persona e per ciascuna sessione: un ritratto dinamico dell’esperienza interiore, visibile in tempo reale tanto dall’utente quanto dagli osservatori circostanti.

Scienza accessibile, arte partecipata

Uno degli elementi più distintivi del progetto è la sua capacità di rendere visibile l’invisibile: quell’universo di impulsi e frequenze che il cervello produce costantemente — e che normalmente rimane confinato all’ambito medico o della ricerca — diventa qui un linguaggio visivo condivisibile, partecipativo, aperto. Brain Art non si rivolge a specialisti, ma a chiunque sia curioso di osservare il proprio funzionamento mentale da una prospettiva inedita.

Le installazioni proposte da Vibre attraverso questo sistema si collocano all’intersezione tra divulgazione scientifica, arte generativa e riflessione sulla relazione tra mente e ambiente. Ogni sessione diventa così sia un momento di esplorazione personale sia un contributo a una narrazione collettiva, in cui la tecnologia non è fine a se stessa ma strumento di connessione tra le persone e con il proprio mondo interiore.

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MFC Taronna