Starship: lancio di prova completato con successo in tutte le sue fasi

Illustrazione di Elon Musk (Pixabay FOTO) - systemscue.it
Tutte le fasi sono state completate, e Starship ha risposto benissimo a queste prove. Il lancio è stato un vero e proprio successo.
Il decimo volo di prova della Starship di SpaceX è diventato uno di quei momenti che segnano un prima e un dopo. Dopo vari rinvii e imprevisti tecnici, il razzo più grande e potente mai costruito ha finalmente lasciato la rampa di lancio di Starbase, in Texas, il 26 agosto 2025. Non era un test qualunque, ma un passo fondamentale in un percorso fatto di tentativi, errori e miglioramenti continui.
La partenza, alle 18:30 ora locale, ha subito catturato l’attenzione: 33 motori Raptor accesi contemporaneamente e un colosso di acciaio che ha solcato il cielo sopra il Golfo del Messico. Per molti osservatori è stato come assistere a una rivincita, perché i voli precedenti del 2025 non erano andati esattamente secondo i piani.
Basti pensare che i tre lanci precedenti avevano visto esplosioni, perdite di veicoli e addirittura un incidente a terra durante i test. Un bilancio che avrebbe potuto scoraggiare, ma che per SpaceX rappresentava semplicemente un altro gradino da salire.
Ed è proprio quello che è successo. Nel volo numero dieci, ogni obiettivo fissato è stato portato a termine: dal rilascio di satelliti simulati alla riuscita del rientro controllato, fino all’ammaraggio nell’Oceano Indiano dopo 66 minuti di missione. Una serie di risultati che rafforzano l’idea che il progetto stia maturando.
Il lavoro del booster e le prove in orbita
Come riportato dai comunicati ufficiali, a prima parte della missione ha messo alla prova Super Heavy, il gigantesco primo stadio. Dopo la separazione, il booster ha effettuato una manovra di ritorno verso una zona prestabilita del Golfo del Messico, riuscendo a completare anche un’accensione di atterraggio non convenzionale, con un motore spento di proposito per testarne la ridondanza. Il risultato è stato un ammaraggio regolare, fondamentale per capire fino a che punto si può spingere il sistema.
La Starship, invece, ha portato avanti i test più delicati. Con i suoi sei Raptor, ha completato l’ascesa suborbitale e rilasciato otto simulatori di satelliti Starlink, segnando la prima dimostrazione utile della capacità di trasporto del veicolo. A questo si è aggiunto un passo altrettanto importante: il riavvio in orbita di un motore, una manovra che servirà in futuro per missioni di lunga durata, verso la Luna e oltre.

La sfida del rientro e i dati raccolti
Il rientro atmosferico era la fase più rischiosa. SpaceX ha deciso di rimuovere intenzionalmente alcune piastrelle termiche e di sostituirne altre con materiali sperimentali, per capire come si sarebbero comportati sotto sollecitazioni estreme. Come previsto, alcune parti della struttura hanno ceduto, ma la navicella ha resistito abbastanza da completare la manovra di flip finale e concludere il viaggio con un ammaraggio controllato nell’Oceano Indiano.
Il volo è stato seguito in diretta e nel comunicato ufficiale SpaceX ha sottolineato come ogni singolo obiettivo sia stato raggiunto, raccogliendo dati indispensabili per le prossime missioni. In altre parole, non si è trattato solo di un successo tecnico. Provare (e riprovare), dopo gli ultimi “fallimenti” ha portato i suoi frutti.