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Quando la plenaria si accende: come trasformare convention e meeting in momenti memorabili

Due format da palco uniscono meraviglia e rigore scientifico, portando l’attenzione collettiva oltre la soglia del “già visto”.

C’è un punto, durante una plenaria, in cui il pubblico smette di ascoltare “a pezzi” e torna a essere un insieme. È un passaggio quasi fisico: le conversazioni si interrompono, gli schermi dei telefoni si abbassano, l’attenzione si riallinea. In quel momento si decide se una convention o un meeting aziendale resterà una sequenza ordinata di contenuti oppure diventerà un’esperienza condivisa, capace di lasciare traccia.

In contesti business, però, la sorpresa non può essere un semplice effetto scenico. Deve avere una logica, un senso, una coerenza con ciò che l’azienda sta raccontando. Per questo BrainArt® propone due format progettati per il palco, pensati per lavorare proprio sul cuore tecnico e narrativo della plenaria: Live Demo e Speech Scientifico. Possono funzionare insieme o separatamente, modulando la profondità dell’esperienza in base al tono dell’evento e agli obiettivi di comunicazione.

Dal picco di attenzione alla memoria: la grammatica dello stupore in azienda

La plenaria è il luogo in cui regia, ritmo e percezione collettiva coincidono. Nei momenti distribuiti, corner, networking, attivazioni parallele, l’evento si frammenta in letture individuali. In sala, invece, il pubblico diventa un organismo unico: e proprio per questo lo stupore più efficace non è quello più rumoroso, ma quello più condiviso.

Lo stupore, in ambito aziendale, funziona quando non “riempie” la scaletta ma la orienta. Quando crea un picco che separa un prima e un dopo, offrendo al pubblico una prova, un’immagine o un’idea che diventa riferimento. È qui che si inseriscono i format BrainArt®.

La Live Demo porta sul palco una performance in tempo reale: un conduttore o un volontario indossa un sensore EEG e l’attività cerebrale viene trasformata dal vivo in una composizione visiva proiettata su schermo. La forza del formato sta in un dettaglio che il pubblico percepisce immediatamente: non sta guardando un contenuto “preparato”, ma un processo che accade adesso. È una rivelazione che ha la forma della prova, e proprio per questo cattura l’attenzione senza chiederla.

Accanto al momento dimostrativo, lo Speech Scientifico (15–20 minuti) agisce come ponte tra meraviglia e comprensione. Non è una lezione accademica e non è un talk motivazionale generico: è edutainment costruito su misura, capace di collegare neuroscienze e temi del brand in modo credibile. Se la demo produce l’evento percettivo, lo speech gli dà direzione, trasformando la sorpresa in significato e, di conseguenza, in memoria più stabile.

L’effetto più interessante arriva dopo: quando il picco non si esaurisce nel momento, ma lascia un output, una traccia visiva che sintetizza l’esperienza e la rende raccontabile. È qui che lo stupore smette di essere un lampo e diventa un linguaggio comune: qualcosa che le persone citano, riprendono, condividono internamente. Non per “fare rumore”, ma perché hanno un segno chiaro da portare fuori dalla sala.

In questo modo, Live Demo e Speech Scientifico rispondono a una domanda sempre più centrale per convention, meeting e lanci prodotto: come creare un momento che non sia solo intrattenimento, ma un dispositivo capace di elevare il contenuto. Uno lavora sul picco e sulla prova, l’altro sulla lettura e sul senso. Insieme – o ciascuno per conto proprio – costruiscono ciò che spesso manca agli eventi aziendali: un istante che non si limita a piacere, ma resta.

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MFC Taronna