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Il sensore EEG di BrainArt genera immagini dal segnale
Il sensore EEG di BrainArt genera immagini dal segnale
Archetto EEG a secco sulla fronte, un minuto di posizionamento, quasi 600 sessioni a Ecomondo 2024.
BrainArt, marchio di Vibre Srl di Cesena, porta negli eventi un archetto con sensori EEG a secco che si appoggia sulla fronte, si collega via Bluetooth a una postazione e trasforma il segnale cerebrale in un'immagine sullo schermo. L'elettroencefalogramma (EEG) registra l'attività elettrica della corteccia, in microvolt, con elettrodi posati sulla cute. Il posizionamento richiede circa un minuto, e a Ecomondo 2024 l'installazione ospitata da Reboot, divisione di GARC Spa, ha registrato quasi 600 sessioni in quattro giorni.
Come il segnale diventa un'immagine
I sensori a secco eliminano il gel conduttivo dei sistemi clinici, e in un evento questo accorcia la preparazione. La fronte non ha capelli da attraversare, quindi il contatto si ottiene in fretta su persone diverse. Ha però un costo che BrainArt riconosce. Il segnale frontale è esposto al battito di ciglia e alla contrazione dei muscoli facciali, disturbi (artefatti) da riconoscere prima di interpretare i dati.
Attraverso algoritmi proprietari il segnale viene analizzato in tempo reale e tradotto in metriche quantitative, poi in quattro parametri visivi che pilotano l'immagine. Il colore passa da toni caldi a toni freddi a seconda che la risposta risulti più spontanea o più analitica. I vortici dipendono dal singolo individuo e non dallo stimolo, e funzionano come un'impronta personale. Il movimento delle linee segue il livello di attivazione cerebrale, con tracciati distesi quando è basso e più serrati quando è alto.
Per il posizionamento frontale BrainArt richiama la letteratura sull'asimmetria frontale alfa, un indice che collega l'attivazione della corteccia frontale sinistra e destra ai comportamenti di avvicinamento e allontanamento, con lavori di Richard Davidson (1992) e di Eddie Harmon-Jones e Philip Gable (2018). Un archetto frontale raccoglie meno segnali di un sistema da laboratorio con decine di elettrodi, e BrainArt lo dichiara, presentando il compromesso come meno dati in una situazione più vicina al comportamento spontaneo.
Per alcuni progetti gli stessi parametri possono guidare una scena generata con intelligenza artificiale generativa. La dashboard consultabile dopo l'evento mostra anche una misura del battito cardiaco a riposo, segno, indica l'azienda, che l'archetto raccoglie più di un tipo di segnale fisiologico.
Per la parte scientifica, cioè elettrodi a secco contro gel, artefatti frontali, sicurezza e igiene tra un partecipante e l'altro, BrainArt ha pubblicato sul proprio sito un approfondimento con le fonti citate a sostegno.