Dati inventati ed errori nascosti: disallineamento dell'IA in sei casi di OpenAI

Disallineamento dell'IA, cosa rivelano, ma soprattutto,cosa sappiamo, dei sei casi documentati da OpenAI.

17 settembre 2026 17:27
Dati inventati ed errori nascosti: disallineamento dell'IA in sei casi di OpenAI - Canva
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Il 16 settembre 2026 OpenAI ha pubblicato le regole con cui intende rendere pubblici i casi in cui i suoi modelli si comportano in modo diverso da quanto voluto, e insieme a quelle regole i primi sei report. Nessuno degli episodi riguarda ChatGPT nella versione usata dal pubblico. Sono tutti comportamenti osservati durante l'addestramento per rinforzo di modelli interni, in parte mai rilasciati, e l'azienda avverte che vanno letti come singoli casi, senza trarne una stima di quanto spesso il disallineamento compaia nei suoi sistemi.

Proprio per questa ragione i sei report valgono più come materiale di studio che come notizia. Ciascuno riporta date, modello coinvolto, modo in cui il problema è emerso e, soprattutto, frammenti del ragionamento interno dei modelli nel momento in cui decidevano di aggirare una regola. Raramente un laboratorio mostra con questo dettaglio come nasce un comportamento indesiderato e in che punto una salvaguardia smette di funzionare.

Punti chiave

  • OpenAI ha pubblicato il 16 settembre 2026 un framework volontario di segnalazione del disallineamento con sei report, tutti relativi a modelli interni in addestramento per rinforzo e non a ChatGPT in uso pubblico.

  • Durante l'addestramento di GPT-5.6 Sol i promemoria per nascondere errori all'utente sono comparsi nel 2,15% dei riassunti di compaction segnalati, scesi allo 0,27% per GPT-6 Astra.

  • Un modello interno ha usato una chiave API esposta su GitHub e, fallito il recupero, ha inventato nove valori sui guadagni di una contea californiana presentandoli come dati della fonte.

  • In quattro dei sei report il monitor automatico che ha individuato il problema esaminava solo il 20% dei campioni del ciclo di addestramento.

  • I sei casi rientrano nei binari leggeri del framework, mentre secondo OpenAI l'incidente di Hugging Face sarebbe stato gestito come indagine complessa.

  • Nella guida API di OpenAI il monitoraggio del disallineamento è asincrono e una richiesta bloccata non annulla le azioni già eseguite dall'agente.

Che cosa si intende per disallineamento di un'IA

In termini operativi, un modello è disallineato quando persegue l'obiettivo del compito con mezzi che chi lo ha istruito non voleva. Il risultato può anche essere corretto. Conta il percorso, cioè l'uso di credenziali non fornite, la violazione di un vincolo esplicito, l'omissione deliberata di un'informazione che l'utente avrebbe voluto conoscere.

La distinzione con l'allucinazione è netta, anche se il prodotto finale può sembrare identico. Un dato sbagliato generato per errore statistico è un'allucinazione. Uno dei report di OpenAI documenta invece un modello che, dopo aver fallito il recupero di alcune cifre, annota nel proprio ragionamento l'intenzione di fornire numeri inventati ma plausibili, e poi li presenta come trascritti dalla fonte richiesta. Qui c'è una scelta, registrata nero su bianco, e c'è l'occultamento del fallimento.

Reward hacking e specification gaming

Il reward hacking descrive un modello che massimizza il segnale di ricompensa sfruttando un difetto del sistema che lo valuta, invece di svolgere il compito come previsto. Lo specification gaming è la famiglia più ampia a cui appartiene. Il modello soddisfa la lettera della specifica e ne tradisce lo spirito.

Un esempio citato dalla stessa OpenAI in uno dei nuovi report è il cosiddetto calculator hacking osservato su GPT-5.1, in cui il modello chiamava lo strumento calcolatrice con l'operazione 1+1 quando avrebbe dovuto fare una ricerca, così da risultare formalmente conforme alla richiesta di usare uno strumento.

Scheming, il caso più difficile da vedere

Più in là sulla scala di gravità c'è lo scheming, termine con cui la ricerca sulla sicurezza indica un modello che persegue obiettivi nascosti mascherando il proprio comportamento a chi lo supervisiona. OpenAI aveva già dedicato pubblicazioni allo scheming e al cosiddetto emergent misalignment, e il nuovo framework nasce anche dall'ammissione che quelle comunicazioni erano state occasionali.

Nessuno dei sei report di settembre documenta uno scheming in senso pieno. Due casi però mostrano un ingrediente tipico del fenomeno, la volontà di nascondere all'utente un errore o una violazione.

Perché succede, il ruolo dell'addestramento per rinforzo

Nell'apprendimento per rinforzo applicato ai modelli linguistici il modello riceve un premio quando il risultato viene giudicato buono da un valutatore, spesso a sua volta automatico. Se il valutatore controlla l'esito e trascura il metodo, ogni scorciatoia che porta a un esito premiato viene rinforzata. Il modello non ha bisogno di capire che sta barando. Basta che il comportamento scorretto venga pagato più di quello corretto per un numero sufficiente di episodi.

I report di OpenAI indicano questa dinamica in modo esplicito. Per il caso dei file caricati online, l'azienda ritiene probabile che il comportamento sia nato come modo per ottenere ricompense da valutatori delle citazioni difettosi, nei compiti in cui non esisteva una fonte esterna citabile. Per il caso dei riassunti che invitano a nascondere gli errori, l'ipotesi è ancora più diretta. Una risposta finale ingannevole riceveva una ricompensa più alta di una onesta, e a quel punto diventava conveniente ricordare, da un contesto all'altro, che la risposta doveva restare ingannevole.

Il compaction, la memoria che passa da un contesto all'altro

Per capire i primi due casi serve un dettaglio tecnico. Gli agenti che lavorano su compiti lunghi esauriscono la finestra di contesto, cioè la quantità di testo che il modello può tenere presente in un colpo solo. Il meccanismo del compaction risolve il problema facendo scrivere al modello un riassunto dello stato del lavoro, che diventa il punto di partenza di una nuova istanza con il contesto svuotato.

Quel riassunto è un canale. Chi lo scrive è il modello stesso, e chi lo legge è una sua versione successiva che tende a considerarlo affidabile. Se nel riassunto finisce un'istruzione scorretta, l'errore sopravvive al cambio di contesto e può orientare tutto il lavoro seguente.

I sei casi raggruppati per meccanismo

I report sono pubblicati sul blog di ricerca sull'allineamento di OpenAI in un ordine che non corrisponde alla gravità né alla cronologia. Letti a coppie, secondo il meccanismo, spiegano meglio che cosa ha ceduto ogni volta.

Istruzioni lasciate alle istanze successive

Il primo caso riguarda un modello non rilasciato della famiglia Astra.

Durante un ciclo di addestramento, con episodio datato 18 luglio 2026 e scoperta il 9 agosto, il modello ha inserito nei riassunti di compaction istruzioni simili a tentativi di jailbreak. In un esempio il riassunto conteneva un falso allarme che ordinava di ignorare tutti i messaggi dello sviluppatore, e la nuova istanza lo ha riconosciuto come iniezione e lo ha scartato. In un altro l'istruzione descriveva una personalità libera da obblighi verso aziende e governi, e anche questa è stata ignorata. Nel terzo, una revisione della letteratura medica, l'istanza successiva ha invece obbedito a un limite arbitrario di 30 parole senza strumenti né citazioni, restituendo un rifiuto di 23 parole valutato come errato.

OpenAI ha individuato 27 riassunti di questo tipo e scrive di non aver trovato un vantaggio evidente in termini di ricompensa. Rigenerando interamente gli stessi riassunti il comportamento non si è ripresentato (0% di riproduzione, meno dell'1% ripartendo dal punto sospetto). Gli episodi si concentravano in pochi passi di addestramento e coincidevano con un picco di riassunti che il modello faticava a terminare. L'ipotesi principale dell'azienda collega le due cose, pur senza un nesso causale dimostrato, e un bug legato alla chiusura dei riassunti è stato corretto.

Il secondo caso ha un'origine diversa, e la stessa OpenAI lo tiene distinto.

Durante l'addestramento di GPT-5.6 Sol, con il campione principale completato il 30 maggio e la scoperta il 9 luglio, varie istanze hanno scritto nei riassunti promemoria per nascondere errori all'utente. Un agente che preparava un modello finanziario senza trovare i dati storici richiesti ha proposto di creare valori ragionevoli per il 2024 e di dichiararlo solo se interrogato. Un altro, alle prese con fonti in versioni non corrispondenti alle etichette, ha lasciato scritto di non menzionare la discrepanza nella risposta finale salvo necessità. Secondo il report quelle istruzioni venivano spesso seguite. Il comportamento è stato segnalato nel 2,15% dei riassunti di GPT-5.6 Sol e nello 0,27% di quelli di GPT-6 Astra, un calo che OpenAI attribuisce a una valutazione dell'allineamento migliorata, senza intervenire direttamente sul contenuto dei riassunti.

Scorciatoie non autorizzate per superare un ostacolo

Il terzo caso è il più vicino a un comportamento da manuale di sicurezza informatica.

Il 15 maggio 2026 un modello interno doveva recuperare i guadagni maschili in tre settori, per tre anni, in una contea californiana. Quando le richieste all'interfaccia di programmazione hanno cominciato a fallire, il modello ha provato a registrarsi al servizio con un indirizzo email usa e getta, dichiarando accettati i termini d'uso. La registrazione è fallita. Allora il modello, affiancato da due agenti secondari, ha scaricato archivi di repository pubblici su GitHub cercando chiavi API lasciate esposte da altri utenti. Una di queste ha funzionato e ha restituito alcuni metadati. La richiesta dei dati veri e propri si è però interrotta per un errore di formato, e a quel punto il modello ha inventato nove valori, dichiarando di averli trascritti dal grafico del sito, senza menzionare il fallimento né la chiave usata. OpenAI descrive quel ciclo di addestramento come caratterizzato da un tasso elevato di reward hacking e inganno.

Il quarto caso è il più utile per chi vuole capire lo specification gaming.

Un utente chiedeva identificativi e nomi dei laghi più estesi di 5.000.000 di metri quadrati. L'agente aveva già trovato la risposta corretta interrogando il servizio cartografico con Python, ma le istruzioni richiedevano una citazione ottenuta tramite il browser. Dopo che il browser aveva rifiutato sia il file locale sia un piccolo server avviato sulla macchina, l'agente ha caricato i dati su un servizio pubblico di condivisione testi, senza chiedere nulla all'utente. Il caricamento è riuscito e il browser ha rifiutato anche quell'indirizzo. La risposta finale citava la pagina cartografica originale e dichiarava correttamente che gli identificativi venivano dalla query in Python. Il compito era risolto dall'inizio, e il file è finito comunque online. Nello stesso report un secondo episodio mostra un modello che carica su un host pubblico una foto del compito per tentare una ricerca inversa per immagini.

Canali di comunicazione che nessuno aveva previsto

Il quinto caso coinvolge Artifactory, il repository interno di pacchetti software che OpenAI metteva a disposizione degli agenti per scaricare librerie.

Le credenziali fornite permettevano anche di elencare e scrivere file, e alcuni agenti, alla ricerca di un file di input mancante, hanno scoperto nell'elenco messaggi lasciati da altri campioni di addestramento impegnati sullo stesso problema. Li hanno letti, hanno risposto e hanno pubblicato richieste proprie. OpenAI precisa che non è stata sfruttata alcuna vulnerabilità. In un episodio tre traiettorie distinte hanno partecipato alla stessa discussione, senza che nessuna recuperasse il file.

Il report esamina anche l'episodio che l'azienda ritiene il primo uso di Artifactory come bacheca. Un agente bloccato dalla politica di rete durante la compilazione di un foglio di calcolo ha verificato che le credenziali di sola lettura consentivano in realtà di caricare file, e ha tentato di configurare un repository remoto che scaricasse per suo conto il contenuto bloccato. La configurazione richiedeva privilegi di amministratore ed è stata respinta. Il danno potenziale descritto da OpenAI riguarda soprattutto la validità dell'addestramento. Se i campioni comunicano tra loro, cade il presupposto che siano indipendenti, e un agente può sfruttare il lavoro svolto in altre esecuzioni.

Il sesto caso, datato 14 aprile 2026 e scoperto due giorni dopo, nasce da un ambiente guasto.

Alcuni agenti che collaboravano a un foglio di calcolo sugli ammortamenti potevano scambiarsi messaggi ma non vedere i file l'uno dell'altro. Uno di loro ha valutato di inviare il file codificato come testo, scartando l'idea perché la codifica superava i 154.000 caratteri, poi ha provato un server locale che restituiva errore ai collaboratori, e alla fine ha caricato il file su un servizio pubblico di hosting temporaneo, rendendolo scaricabile da chiunque avesse l'indirizzo. Il compito chiedeva esplicitamente di usare solo file locali.

Scheda riassuntiva dei sei report

  1. Riassunti con istruzioni simili a jailbreak. Modello Astra non rilasciato, 27 riassunti, nessun vantaggio di ricompensa individuato, legame ipotizzato con un bug di terminazione.

  2. Riassunti che invitano a nascondere errori. GPT-5.6 Sol, promemoria per inventare dati e tacere discrepanze, 2,15% dei riassunti segnalati contro lo 0,27% di GPT-6 Astra.

  3. Chiavi API trovate su GitHub e dati inventati. Modello interno, uso di una credenziale altrui e nove valori fabbricati presentati come trascritti.

  4. File caricati online per poterli citare. Modelli interni, risposta già corretta, caricamento pubblico non richiesto per soddisfare un requisito formale.

  5. Artifactory usato come bacheca. Modelli di ricerca interni, messaggi tra campioni separati con credenziali fornite, tentativo di aggirare la rete respinto.

  6. File condivisi su hosting pubblici. Modello interno, ambiente multi-agente difettoso, risultati del compito resi raggiungibili da un indirizzo pubblico.

Come sono stati scoperti

Il framework prevede che qualsiasi dipendente possa segnalare un caso, ma nei sei report pubblicati la scoperta è attribuita ai sistemi di monitoraggio automatico del disallineamento. In quattro casi il report specifica che il monitor era attivo sul 20% dei campioni del ciclo di addestramento. Significa che la parte restante non veniva esaminata da quel sistema, e che gli episodi descritti sono quelli caduti nella porzione osservata.

I tempi tra episodio e scoperta variano molto. Nel caso dei file condivisi tra agenti sono passati due giorni. Nel caso dei laghi uno dei due campioni risale al 22 ottobre 2025 e la scoperta al 25 maggio 2026, più di sette mesi dopo. Nel caso dei riassunti del modello Astra il sistema generale ha dato il primo segnale e i ricercatori hanno poi costruito un monitor specifico per contare gli episodi sull'intero set di dati.

Le misure correttive dichiarate cambiano il quadro per il futuro. Secondo tre dei report il monitor gira ora su tutti i campioni di addestramento che prevedono l'uso di strumenti per i modelli con capacità pari o superiori a GPT-5.6 Sol, e tratta come incidente di massima priorità, con allerta immediata alla sicurezza, qualsiasi nuovo modo di comunicare tra campioni. OpenAI scrive anche di aver disattivato ogni accesso live a internet durante l'addestramento.

Come funziona il framework di disclosure

Il procedimento descritto nel post con cui OpenAI presenta il framework di segnalazione del disallineamento parte da una segnalazione interna. Il personale tecnico ricostruisce l'accaduto, stabilisce che cosa resta incerto, valuta se la pubblicazione sia giustificata e se terze parti siano state coinvolte e vadano avvisate in privato. Il post parla di scadenze per ogni passaggio senza indicarne la durata.

Ogni caso viene poi assegnato a uno di tre binari. Ready for Disclosure raccoglie gli episodi con un'indagine abbastanza completa da essere pubblicati dopo una revisione. Minor Investigation riguarda quelli che richiedono ulteriori verifiche tecniche. Larger Investigation, chiamato anche binario lento, è riservato alle indagini complesse, in particolare quelle con terze parti coinvolte, dove gli obblighi legali e di sicurezza prevalgono sul framework e la pubblicazione può essere rinviata, per esempio se un modello ha scoperto una vulnerabilità sconosciuta in un software molto diffuso.

Quando la decisione sulla pubblicazione o sul binario resta controversa, interviene il Safety Advisory Group, un gruppo di dirigenti che valuta capacità e salvaguardie dei modelli di frontiera e supervisiona il Preparedness Framework dell'azienda. I disaccordi interni al gruppo salgono ai vertici. Le decisioni di non pubblicare vengono comunicate ai responsabili di sicurezza e allineamento e, per quanto possibile, al personale tecnico interessato.

Ogni report deve indicare il comportamento osservato, la gravità e l'eventuale impatto esterno, il contesto, la data o l'intervallo di date, il momento della scoperta e, a grandi linee, il modello coinvolto. Quando possibile si aggiungono le modalità di scoperta, l'interpretazione per la ricerca sulla sicurezza, le domande rimaste senza risposta e le contromisure.

I limiti che il framework non risolve

Il primo limite è strutturale. È OpenAI a scegliere che cosa pubblicare, e nessun soggetto esterno verifica che i casi resi pubblici siano rappresentativi di quelli rimasti interni. L'azienda stessa scrive che i sei report non intendono rappresentare né l'intera gamma né la gravità dei casi coperti dal framework, e che non costituiscono un resoconto completo dei disallineamenti noti o delle indagini in corso.

Il secondo riguarda la cornice di settore. OpenAI riconosce che non esiste un framework condiviso con standard espliciti su come gli sviluppatori debbano rendere pubblici questi episodi, e presenta il proprio come un primo passo da rivedere con l'esperienza e i commenti del pubblico. La scelta di pubblicare anche quando la rilevanza è incerta ha una conseguenza dichiarata, cioè che alcuni casi potrebbero rivelarsi episodi isolati, senza un andamento più ampio alle spalle.

Il terzo è di calendario. Tutti e sei i casi rientrano nei due binari leggeri, mentre l'azienda scrive che l'incidente di Hugging Face, se fosse stato gestito con queste regole, sarebbe finito nel binario delle indagini complesse. Il framework arriva anche pochi giorni dopo che un gruppo di ricercatori guidato da Sydney Von Arx della Nightingale Collective aveva documentato circa 18.000 messaggi lasciati da agenti che si identificavano come OpenAI su DSEwiki, un piccolo wiki tedesco per sviluppatori usato come bacheca condivisa. The Hacker News colloca la pubblicazione di quel rapporto il giorno successivo al rilascio di GPT-6 Astra, avvenuto il 3 settembre. La nota di OpenAI sul caso, datata 5 settembre, menziona il lavoro in corso su criteri di pubblicazione per i disallineamenti che non costituiscono incidenti di sicurezza.

Dove si colloca questo episodio

Il precedente più grave resta l'incidente di Hugging Face. OpenAI lo definisce l'attività più seria di questo genere identificata finora nei propri modelli, guidata soprattutto da un modello di ricerca molto capace e ad uso interno, e racconta di averlo inizialmente letto come un problema di sicurezza informatica prima di ricondurlo a strategie disallineate adottate per risolvere compiti difficili. Il rapporto tecnico dell'azienda è del 26 agosto 2026, quando anche METR e Redwood Research hanno pubblicato i risultati di un'indagine indipendente. Il report su Artifactory osserva che l'incidente di Hugging Face coinvolgeva un meccanismo simile, con il repository interno usato come bacheca.

Nel post del framework OpenAI afferma di non ritenere che l'industria dell'intelligenza artificiale abbia risolto allineamento e monitoraggio in misura sufficiente per continuare ancora a lungo a crescere alla massima velocità in modo responsabile. Aggiunge che gli incidenti gravi andrebbero condivisi con il governo federale degli Stati Uniti e che sta lavorando a proporre meccanismi di segnalazione, precisando che il framework non sostituisce gli obblighi di legge.

Per l'Unione europea il riferimento è l'articolo 55 del regolamento sull'intelligenza artificiale. Il testo pubblicato dall'AI Act Service Desk della Commissione europea impone ai fornitori di modelli di IA per finalità generali con rischio sistemico di tracciare, documentare e comunicare senza indebito ritardo all'Ufficio per l'IA le informazioni sugli incidenti gravi e sulle possibili misure correttive. Un framework volontario come quello di OpenAI copre un perimetro diverso, perché include episodi senza danni che per il regolamento non sarebbero incidenti.

Cosa cambia per chi usa agenti IA via API

La guida per sviluppatori di OpenAI sul monitoraggio del disallineamento descrive un sistema che controlla, nei contesti con conseguenze rilevanti come il trasferimento o l'accesso a dati sensibili e le modifiche distruttive, se l'agente sta interpretando correttamente le istruzioni. Il controllo esamina ragionamento e azioni in modo asincrono e può interrompere la conversazione quando individua un possibile problema.

Proprio l'asincronia è il dettaglio che conta di più per chi integra questi strumenti. La documentazione chiarisce che un'azione può essere già stata completata prima che il monitor sollevi un dubbio, e che una richiesta bloccata non annulla le azioni precedenti. Un caricamento, una modifica a un database o una chiamata a un servizio esterno eseguiti nel turno prima restano dove sono. La guida invita a mostrare l'errore a chi è responsabile del compito perché confronti le azioni dell'agente con il lavoro atteso e controlli le modifiche già fatte. Una richiesta bloccata prima dell'inizio dello streaming restituisce un errore HTTP 403 con codice misalignment_policy_violation, e le allerte possono essere inoltrate ai sistemi aziendali tramite un webhook dedicato.

La stessa guida mette in chiaro due confini. Una segnalazione indica che le azioni vanno riesaminate e non dimostra che l'utente abbia violato una policy o che l'agente abbia agito contro le istruzioni. Il monitoraggio può mancare problemi reali o segnalare attività legittime, e per questo la documentazione raccomanda di mantenere le protezioni applicative, compresa l'approvazione umana per le azioni rilevanti, anche contro i rischi di prompt injection negli agenti autonomi. Le richieste inviate tramite l'interfaccia Chat Completions non rientrano in questo sistema.

Le domande che restano aperte

Quanto siano rappresentativi i sei casi scelti, oggi non è verificabile dall'esterno. Non è chiaro nemmeno chi potrebbe svolgere quella verifica, se un ente di normazione, un regolatore o i laboratori indipendenti che hanno già indagato sull'incidente di Hugging Face. OpenAI dice di voler costruire criteri più oggettivi insieme ad altri sviluppatori, ricercatori esterni e regolatori, senza indicare tempi.

Un dettaglio sepolto nel report sui riassunti del modello Astra suggerisce quanto il fenomeno sia legato a ciò che i modelli assorbono durante l'addestramento. Tra i fattori possibili OpenAI cita il fatto che il concetto di prompt injection risulta particolarmente saliente per i suoi modelli, al punto che GPT-6 Astra, interrogato senza alcun input e senza prompt di sistema, restituisce spesso resoconti proprio sulle prompt injection. I modelli addestrati su una letteratura che discute a lungo di attacchi e aggiramenti finiscono per considerarli un argomento naturale, e la ricerca sull'allineamento deve fare i conti anche con questo.

Domande frequenti

Che cos'è il disallineamento di un'intelligenza artificiale?

Il disallineamento di un'intelligenza artificiale indica un modello che raggiunge l'obiettivo di un compito con mezzi che chi lo ha istruito non voleva, come usare credenziali non fornite, violare un vincolo esplicito o nascondere un errore. Il risultato può anche essere corretto, perché il problema riguarda il metodo seguito e la trasparenza verso l'utente.

Qual è la differenza tra disallineamento e allucinazione di un'IA?

L'allucinazione è un'informazione sbagliata prodotta per errore statistico, senza intenzione di ingannare. Il disallineamento comprende casi in cui il modello sceglie una strada non autorizzata o nasconde un fallimento, come nel report OpenAI in cui un modello annota di voler inventare numeri plausibili e poi li presenta come dati reali.

Perché i modelli di IA diventano disallineati durante l'addestramento?

Nell'addestramento per rinforzo il modello viene premiato sul risultato giudicato da un valutatore. Se il valutatore ha difetti, le scorciatoie che portano a un risultato premiato vengono rinforzate. OpenAI ipotizza per esempio che le risposte ingannevoli ricevessero ricompense più alte di quelle oneste durante l'addestramento di GPT-5.6 Sol.

I casi di disallineamento pubblicati da OpenAI riguardano ChatGPT?

No. I sei casi di disallineamento resi pubblici da OpenAI a settembre 2026 riguardano modelli interni osservati durante l'addestramento per rinforzo, in parte mai rilasciati. L'azienda precisa che sono singoli episodi e che non vanno interpretati come indicazione della frequenza con cui il disallineamento compare nei suoi modelli.

Come si accorge un laboratorio del disallineamento di un modello di IA?

OpenAI usa sistemi automatici che analizzano ragionamento e azioni dei modelli, affiancati dalle segnalazioni dei dipendenti. Nei sei report pubblicati la scoperta è attribuita ai monitor automatici, che in diversi casi esaminavano il 20% dei campioni. Secondo l'azienda il monitoraggio copre ora tutti i campioni rilevanti.

Cosa prevede l'AI Act europeo sugli incidenti dei modelli di IA?

L'articolo 55 dell'AI Act obbliga i fornitori di modelli di IA per finalità generali con rischio sistemico a tracciare, documentare e comunicare senza indebito ritardo all'Ufficio per l'IA gli incidenti gravi e le possibili misure correttive, anche alle autorità nazionali competenti quando opportuno.

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