Attacco hacker alla Camera: prese di mira le email dei deputati
Fonti della Camera riferiscono di attacchi alle caselle dei deputati, anche Meloni. Violazione e matrice non ancora confermate.
I sistemi informatici della Camera dei deputati sono stati presi di mira negli ultimi giorni da un attacco rivolto alle caselle di posta dei parlamentari. Tra gli account coinvolti c'è anche quello assegnato a Giorgia Meloni come deputata, che secondo fonti di Palazzo Chigi è diverso dall'indirizzo usato dalla presidente del Consiglio per le comunicazioni di governo. La notizia è stata diffusa da Sky TG24 sulla base di fonti di Montecitorio non identificate, e finora né la Camera né l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) hanno pubblicato una nota ufficiale.
Le stesse fonti descrivono un fenomeno che non ha carattere di emergenza e che si ripresenta ogni giorno, gestito dai tecnici interni insieme all'ACN. Non sono ancora confermati quattro elementi. Il primo è se gli aggressori siano riusciti a entrare nelle caselle o si siano fermati ai tentativi. Restano aperti anche il numero degli account coinvolti, la tecnica usata e l'attribuzione dell'attacco.
Dove i resoconti non coincidono
La divergenza principale riguarda l'esito. Open, che cita il Corriere della Sera, scrive di caselle violate nella notte e nomina tre account, quelli di Meloni, del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del deputato della Lega Paolo Formentini. Sky TG24 parla invece di numerosi parlamentari e di un attacco massivo rimasto sotto controllo. La differenza conta, perché un attacco alla posta può fermarsi a tentativi di accesso con credenziali rubate o messaggi di phishing (email costruite per sottrarre password), oppure arrivare alla lettura dei messaggi. Senza una ricostruzione tecnica non si sa a quale stadio si sia arrivati.
Le fonti di Montecitorio spiegano che le contromisure possono comprendere la disattivazione temporanea di alcune funzioni dei sistemi informatici, come previsto dalle procedure. Aggiungono che da alcuni giorni tentativi analoghi si sono intensificati anche contro altre istituzioni nazionali, europee e internazionali. Sulla matrice circola in ambienti della maggioranza l'ipotesi di un episodio di guerra ibrida, simile a quelli che hanno colpito altri parlamenti europei. È un'ipotesi politica, senza alcuna attribuzione tecnica pubblicata.
Che cos'è il protocollo tra Camera e ACN
La Camera gestisce con i propri sistemi la posta elettronica di tutti gli eletti e, come organo costituzionale, ha piena autonomia sulla propria organizzazione. Per questo il rapporto con l'ACN, l'autorità nazionale per la sicurezza informatica nata nel 2021, poggia su un protocollo d'intesa firmato a gennaio 2023. L'allora direttore generale dell'Agenzia, Roberto Baldoni, lo aveva presentato come un rafforzamento delle capacità cyber dell'istituzione nel rispetto delle prerogative costituzionali della Camera.
In concreto l'accordo permette ai tecnici di Montecitorio di lavorare con l'ACN e con il suo CSIRT Italia, la squadra nazionale di risposta agli incidenti informatici, che raccoglie le segnalazioni e coordina le contromisure. Per chi riceve email sospette che citano l'episodio, valgono le regole di base contro il phishing e il furto di credenziali. La casella da deputata di Meloni, secondo le ricostruzioni, resta attiva nell'infrastruttura della Camera ed è tra quelle sotto verifica.
Aggiornamento delle 16:20 del 27 ottobre 2026