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ARC Night a Singapore: robot umanoidi pilotati dal corpo dei lottatori
ARC Night a Singapore: robot umanoidi pilotati dal corpo dei lottatori
ARC Night a Singapore, umanoidi G1 e T800 pilotati in motion capture. Cosa dice il resoconto dell'organizzatore e cosa manca
Il 7 ottobre al *SCAPE Ground Theatre di Singapore si è svolta ARC Night, una serata di combattimenti tra robot umanoidi guidati da persone. Il sistema è il mirroring a corpo intero, cioè il robot ripete in tempo reale i movimenti di chi lo controlla. Il resoconto disponibile è uno solo, il comunicato diffuso da ARC il 9 ottobre. Riporta oltre 380 spettatori e incontri tra due squadre, Iron Fang e Steel Shadow, ciascuna con un Unitree G1 e un EngineAI T800.
Ad oggi non risultano cronache indipendenti, quindi numeri e dettagli della serata sono quelli dichiarati dall'organizzatore. Lo stesso fondatore, Antonio Gai, nel comunicato ridimensiona l'evento e lo definisce una dimostrazione dell'idea, non ancora uno sport. ARC presenta la serata come la prima a Singapore con umanoidi di taglia adulta, un primato che nessuna fonte esterna conferma.
Come funziona il pilotaggio a specchio
Ogni pilota indossa una tuta di motion capture, un insieme di sensori che registra la posizione di braccia, gambe e busto. Il sistema è fornito da Katena, l'azienda di cui Gai è amministratore delegato, che integra hardware e software di marchi diversi. Sul sito della lega, ARC (sigla di Avatar Robotic Competition) spiega che il pilota decide ogni colpo, mentre equilibrio, locomozione e controllo motorio di basso livello restano a carico del robot. Nessuna azione è preprogrammata. Gli organizzatori non hanno pubblicato dati sulla latenza, cioè sul ritardo tra il gesto del pilota e quello della macchina.
Le due categorie di peso usano robot molto diversi. Il G1 pesa circa 35 kg ed è alto 1,32 m, mentre il T800 arriva a 1,73 m per 75 kg e a Singapore era al debutto. Durante gli incontri uno schermo mostrava i punti salute di ogni robot, accanto a un'inquadratura divisa con il pilota e il suo avatar. Il formato era a sopravvivenza, con piloti di Muay Thai, MMA, boxe e kung fu che si alternavano ai comandi.
Il comunicato nomina tre piloti. Sono Sham Raaj, campione di Muay Thai, e Eugene Chung, entrambi ai comandi del T800, e Lukas Leasure, cintura nera di jiu-jitsu brasiliano e giudice di ONE Championship, sul G1. ARC non indica un vincitore complessivo. Il momento che descrive come il più applaudito è l'incontro dei leggeri, in cui il G1 di Leasure ha mandato a terra l'avatar di Steel Shadow. Prima dei combattimenti erano andate in scena una danza di gruppo degli umanoidi e una dimostrazione in cui un robot imitava un artista marziale.
Primati contesi e cosa manca per parlare di sport
Il 9 ottobre lo stesso *SCAPE aveva in programma la Robot Fighting Championship, nel festival AICON, con due T800 pilotati tramite visori VR e controller di movimento. Anche quella serata era stata annunciata come la prima di questo tipo a Singapore. A due giorni dalla data non risultano resoconti né comunicati sull'esito.
Il formato circola già altrove. La Shadow Combat League aveva in programma il 3 ottobre a Kuala Lumpur una serata di umanoidi teleoperati, la lega URKL ha debuttato in Cina a febbraio e Ultimate Fighting Bots ha portato i suoi incontri a margine del CES di Las Vegas. ARC stessa, secondo il proprio sito, aveva già organizzato due eventi a New York il 5 e 6 giugno, con il solo G1.
Il passaggio da spettacolo a competizione richiede regole di punteggio pubbliche e misure verificabili, e per ora nessuno degli organizzatori le ha diffuse. ARC dichiara di testare i robot su sei parametri, tra cui velocità, precisione e stabilità, senza pubblicarne i valori. I promotori di queste leghe sostengono che gli incontri producano dati di movimento utili ad addestrare gli umanoidi destinati a fabbriche e logistica. ARC annuncia altre tappe internazionali nei prossimi mesi, senza date.